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Gran classico di Carnevale è una delle ricette più amate ed è impossibile non farla in questo periodo dell'anno, ma vista la sua semplicità sono adatte per qualunque momento! Croccanti e con un dolce ripieno sono davvero irresistibili. Ottime per la prima colazione o la merenda: una vera delizia per grandi e piccini! Possono avere diversi ripieni, io ho usato la marmellata ma si può usare crema spalmabile di cioccolato, uvetta o crema pasticcera.
Ingredienti
Per l'impasto
- 100 g di semola
- Un pizzico di sale
- Un cucchiaino di olio extravergine di oliva
- Mezzo cucchiaino di curcuma
- Acqua quanto basta
- Marmellata di arance
- Cannella in polvere
- Zucchero a velo
- Olio per friggere

Procedimento
- In una ciotola capiente mettere la semola, il sale, la curcuma, l'olio e versare tanta acqua quanta ne sarà necessaria per ottenere un composto omogeneo.
- Far riposare per circa mezz'ora.
- Stendere l'impasto in una sfoglia sottile e cospargere con la marmellata.
- Arrotolare e tagliare a rondelle, appiattirle leggermente e friggerle in olio caldo.
- Sgocciolare su carta assorbente.
- Cospargere le rotelline con cannella in polvere e/o zucchero a velo

Strumenti di cui abbiamo bisogno per questa ricetta
- Ciotola dove amalgamare gli ingredienti
- Mattarello per stendere l'impasto
- Tegame dove friggere le rotelline

Lo sapevi che...?
La curcuma è conosciuta anche
come "zafferano delle Indie" rispetto al vero zafferano però ha un
sapore meno intenso e un costo minore, in natura ne esistono 40 specie. E'
disponibile sotto forma di radice fresca o in polvere. Si tratta di un
componente della famiglia dello zenzero, il suo colore naturale va
dall'arancio scuro al rosso, passando al marroncino ma quando è seccato e
macinato ha un colore giallo carico. Si usa in piccole quantità per
dare un sapore caldo e acre a verdure, zuppe o semplicemente per
aggiungere colore ai piatti di riso. La curcuma in polvere mantiene le
proprietà coloranti a lungo ma perde presto l'aroma.
Secondo
la medica ayurvedica è dotata di molte proproetà medicinali; infatti in
India è usata come antisettico per tagli, scotatutre e contusioni.
Questa sua proprietà è dovuta alla presenza della curcumina che rende questa spezia anche un ottimo antiossidante. Inoltre è considerata un buon diuretico, purificatore del sangue e stimolante intestinale. Recenti sutdi hanno dimostrato che il nostro corpo fa fatica ad assimilarla, quindi è bene abbinarla a pepe nero o olio.In
Asia è usata da almeno 6000 anni come medicina, cosmetico, spezia e
colorante basta pensare che per 2000 anni le tuniche dei monaci buddisti
sono state tinte con questa radice. In alcune regioni dell'India la
curcuma viene portata al collo delle ragazze, essendo parte della
promessa di matrimonio.
La radice della curcuma deve essere conservata in frigo e il suo deperimento è molto veloce per questo è consigliabile acquistarne poco per volta anche perchè tende a perdere velocemente il suo profumo. La curcuma in polvere dece essere conservata in un barattolo ermetico di vetro e custodita in un luogo buio e asciutto. L'unica controindicazione è la sua capacità di macchiare qualunque superficie facilmente perciò fate attenzione!

Il Carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana e in particolare in quelli di rito cattolico. La parola deriverebbe dal latino "carnem levare", eliminare la carne, indicando l'ultimo giorno prima del digiuno della Quaresima, oppure dalla parola "carnualia", giochi campagnoli" o ancora dalla locuzione "carrus navalis", nave su ruote, per indicare il carro carnevalesco. Le origini vanno ricercate nel passato come per esempio nelle dionisiache greche (le antesterie) o i saturnali romani. Durante i Saturnali nell’Antica Roma, esisteva la tradizione, per un brevissimo periodo, di sovvertire l’ordine sociale permettendo agli schiavi di comportarsi da uomini liberi, nascondendo la propria identità sotto le maschere e i vestiti.
Tradizione che si mantiene ancora oggi, una delle tradizioni più belle è proprio quella delle maschere, dei costumi, di poter essere qualcun'altro almeno per un giorno.
Così come la tradizione dei coriandoli, oggi piccoli ritagli di carta colorata, divenuti parte integrante del carnevale. Risalgono alla fine del 1800 e la cui origine è stata rivendicata da due ingegneri italiani: Enrico Mangili ed Ettore Fenderl. Prima di allora si utilizzavano i semi della pianta di coriandolo ricoperti di gesso.
Ogni città ha le celebrazioni, ma quelle più famose, che travalicano i confini nazionali sono sicuramente il Carnevale di Venezia e il Carnevale di Viareggio, ma anche quello di Acireale ed il Carnevale di Ivrea.




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