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Chi ha detto che le cotolette possono essere solo di carne?
Questa ricetta può convincere anche i più scettici! Un piatto croccante, delizioso da accompagnare con un bel contorno di patate o magari un' insalata mista. L'importante è non dimenticare il limone da spargere sopra! Può essere accompagnata da maionese, ketchup o salsa barbecue. Consumata all'interno di un panino tipo burger o come semplice secondo può essere cotto in forno o fritto (anche se io preferisco decisamente questa versione). Non sono indicate le dosi volutamente perché molto dipende dalla grandezza del cavolfiore. Le cotoltte vengono spesso fritte per avere una
panatura croccante e un ripiento compatto, bisogna assicurarsi che
l'olio sia portato alla giusta temperatura: per farlo butate un
cucchiaino di pastella nel tegame, se sfrigola è pronto. Una volta preparate prima di cuocerle potete anche congelarle separandole tra loro con carta di forno.
Ingredienti
- Un cavolfiore
- Farina integrale
- Acqua
- Sale
- Pangrattato
- Farina di mais
- Prezzemolo tritato
- Olio per friggere

Procedimento
- Togliere le foglie dal cavolfiore, tagliarlo a metà e da ciascuna metà ottenere delle fette di 1,5-2 cm.
- Cuocere a vapore le fette, farle raffreddare.
- In una scodella preparare la pastella mescolando la farina con l'acqua, aggiungendo il sale, non dovrà essere troppo liquida ma nemmeno troppo densa.
- In un altro piatto versare il pangrattato, la farina di mais, il prezzemolo e mescolare.
- Immergere le fette di cavolfiore nella pastella, poi adagiarle nel pangrattato, coprirle completamente premendo con delicatezza.
- Nella padella per fritti scaldare l'olio e friggere le fettine, una volta cotte sistemarle su carta assorbente e servire con una fresca insalatina.

Lo sapevi che...?
Il cavolfiore è un alimento tipicamente invernale originario del Medio Oriente; ma in Italia era già consumato in epoca romana (il nome latino era caulis). E' ricchissimo di fosforo, zinco e zolfo. Per ridurre l'intenso aroma sprigionato dal cavolfiore durante la cottura si può provare a mettere un batuffolo di ovatta imbevuto di aceto sopra il coperchio opure unire al liquido di cottura un cucchiaio di aceto insieme ad un pezzo di pane secco. E' ideale per chi soffre di glicemia alta perchè la sua assunzione contribuisce a controllare i livelli di zucchero nel sangue oltre ad essere un potente antiossidante capace di tenere alla larga l'invecchiamento precoce. Si tratta di una verdura ad alto contenuto di vitamine soprattutto C e B1. E' utile per combattere bronchiti, coliti e sinusite. Guida all'aquisto Per scegliere il migliore, guardare le foglie esterne che devono essere croccanti e ben aderenti. Deve avere un aspetto sodo e compatto con le cime ben chiuse. Appena acquistato, riporlo in frigo, dove si mantiene fino a cinque giorni. E' possibile congerarlo dopo averlo sbollentato per cinque minuti.
Il termine prezzemolo deriva dal greco “petroselion sativum”, sedano che cresce sulle pietre (poiché pare che la pianta crescesse spontanea tra le rupie) e “adatto ad essere coltivato”. Diffuso in tutti i Paesi dell’Europa meridionale i Romani furono i primi ad utizzarlo in cucina, per togliere i cattivi odori e come antidoto contro le intossicazioni, gli Etruschi lo usaronoin campo farmaceutico, nei riti propiziatori, i Greci lo ritenevano una pianta sacra: ne facevano ghirlande con cui ornarsi per i banchetti, lo intrecciavano nelle corone da offrire ai vincitori dei giochi. E' facile da coltivare in vaso. E’ sufficiente interrare i semi in un vaso di terracotta in file parallele a qualche centimetro di profondità. Non va tenuto al sole, ma ad una temperatura fra i 20-26 gradi, la soluzione migliore è quello di ricoprire con un telo di plastica il vaso per mantenere il calore costante. Non appena i semi germogliano, il vaso va spostato in un luogo più soleggiato togliendo il telo di plastica.
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