Carbonara vegana

Wurstel "mummia"

 


Quando ero bambina adoravo questa ricetta, anche se all'epoca mangiavo ancora wurstel di carne suina. Divenuta vegana ho dovuto trovare una versione vegetale. Quando ho notato i wurstel vegani al supermercato ero al settimo cielo. Non credevo ai miei occhi e ho provato subito questa versione per risvegliare vecchi ricordi.

E' una ricetta semplicissima in quanto abbiamo bisogno  solo di due ingredienti: wurstel e pasta sfoglia. I bambini si divertiranno moltissimo ad aiutare nella realizzazione ne sono sicura. Un'idea spaventosamente gustosa!

Ingredienti

  • Un rotolo di pasta sfoglia rettangolare tagliato a striscioline
  • Una confezione di vegan mini wurstel viennesi
  • Un po'di mayonese vegan e ketchup 

Procedimento

  • Arrotolare le striscioline di pasta sfoglia attorno ai wurstel facendoli assomigliare a piccole mummie lasciando scoperto un piccolo spazio per la faccina.
  • Disporre le mummie su carta da forno e infornare a 180 gradi per circa 15 minuti o fino a quando non saranno dorate.
  • Estrarre dal forno.
  • Una volta tiepide intingere la punta di uno stuzzicadenti nella maionese e decorare le faccine facendo occhi e naso.
  • Sempre con lo stuzzicadenti prendere un po'di ketchup e metterlo al centro degli occhi per fare la pupilla.

Lo sapevi che...?

Quelle egizie sono sicuramente le più famose ma vi sono esempi di mummie anche in Asia e in sud America. Senza dimenticare quelle nostrane: nei sotteranei di Palermo si possono osservare migliaia di mummie di persone defunte fra il 1600 e i primi anni del ’900.

In Egitto la mummificazione non riguardava solo agli umani: sono state trovate mummie di tori, coccodrilli, gatti, cani, perfino babbuini, pesci e serpenti.

Per tutto il Medioevo ma anche nel Rinascimento fino ad arrivare all'inizio XX secolo, in Europa le mummie venivano filtrate, macerate, tritate, ridotte in polvere in modo da poter essere spalmate o meglio ingerite per guarire da traumi, malattie respiratorie, fratture, epilessia e perfino  mal d’amore.

Ne nacque un fiorente e illegale traffico che rifornì le farmacie europee per secoli, nonostante non vi fosse alcuna prova scientifica della sua efficacia. 



La parola Halloween  richiama All Hallows' Eve che tradotto significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", ovvero la vigilia di ognisanti    

Secondo altri studiosi l'origine andrebbe invece ricercata nel racconto di Jack O' Lantern che fu condannato dal diavolo a vagare di notte, alla sola luce della zucca "scavata" contenente una piccola luce. Poiché il termine inglese per scavare è "to hollow" da ciò deriverebbe il nome Halloween

Possiamo considerare questa festa come un pò nostra. Le sue origini potrebbero essere ricercate nella festa romana dedicata a Pomona  dea dei frutti e dei semi o nella festa dei morti chiamata Parentalia.
O nella tradizione celtica, in partitcolare nella festa di Sahjain, la celebrazione di fine estate, fissata nel 1 novembre.

L'usanza, tipicamente statunitense, si è poi diffusa in molti Paesi del mondo con caratteristiche diverse anche se il punto cardine  penso sia il simbolo della zucca incavata con un lumino al suo interno.
 
Nella lingua inglese la zucca di Halloween prende il nome di Jack O'Lantern, per via di una leggenda popolare irlandese da cui prende origine questa tradizione.
La stessa festa di Halloween deriva dal culto celtico del Samhein, festa di fine estate, durante la quale si usava intagliare le verdure proprio per non far avvicinare gli spiriti e si pensa che la leggenda di Jeck O’Lantern sia nata in questo contesto.

Jack, il nostro protagonista era un fabbro. Una sera di Halloween, in una locanda, incontra il Diavolo in persona pronto a impossessarsi della sua anima. Jack chiede al demonio di poter almeno bere un ultimo bicchiere: non avendo soldi per pagare,  l’uomo convince lo spirito a trasformarsi in una moneta. Jack infila la moneta in tasca, a fianco a una croce d’argento, la quale impedisce al Diavolo di riprendere le sue sembianze. Il Diavolo concede a Jack, di posticipare di un anno la sua morte pur di tornare nella sua forma originaria. Passato questo periodo il Diavolo si presenta nuovamente. Questa volta Jack gli propone una scommessa: secondo l’uomo Satana non sarebbe più riuscito a scendere da un albero una volta salito in cima. Il demonio accetta e inizia la sfida; Jack incide una croce sulla corteccia, impedendo al Diavolo di scendere. Anche in questo caso, l’uomo lo libera in cambio della promessa di quest’ultimo di non tormentarlo più.
Quando Jack muore, non viene ammesso in Paradiso ma gli viene negato anche l’accesso all’Inferno per l’offesa a Satana. Tuttavia, quest'ultimo decide di donargli un tizzone che gli illuminasse la strada e per mantenerla accesa più a lungo possibile, Jack ripone il fuoco in una rapa svuotata, che diventa così una lanterna. 

Immigrati irlandesi negli USA portarono avanti la tradizione anche nella nuova terra  sostituendo la rapa con le zucche, facilmente reperibili e di dimensioni più grandi. Diventando il simbolo di Halloween a metà Novecento.

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